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Wong Shun Leung, nasce l’ 8 giugno 1935.
Considerato da molti come un combattente ed un istruttore di abilità e tecnica ineguagliabili, Sifu Wong divenne famoso negli anni ‘50 e ‘60 per aver dimostrato il suo valore in numerosi “beimo” (sfide clandestine), molto in voga nella Hong Kong di quel periodo. Egli uscì sempre vincitore da queste sfide tant’ è che si guadagnò il titolo di “Gong Sau Wong” (re del parlare con le mani). Si racconta che era in grado di concludere il combattimento con soli tre pugni.

“Beimo” era un nome gentile, che veniva usato per indicare i combattenti senza regole; avvenivano sui tetti, sulle terrazze, nei vicoli, dietro porte chiuse, nei cortili o ovunque capitasse. Non erano tornei di lotta all’occidentale, con regole, protezioni, limiti di tempo, bensì combattimenti totali, tra i rappresentanti delle varie scuole di Arti Marziali di Hong Kong. Spesso si contavano feriti gravi e non c’era assolutamente spazio per le “magie marziali”.
Wong Shun Leung   
I “beimo”, da sempre contemplati nella lunga tradizione delle Arti Marziali cinesi, hanno contribuito a distinguere i veri marzialisti dagli attaccabrighe di strada. Nella Hong Kong degli anni ’50 e ’60, quando si parlava di “beimo”, il primo nome che regolarmente veniva citato, era quello di Wong Shun Leung, studente del Gran Master Yip Man e istruttore di Bruce Lee. È documentato che Sifu Wong, durante i suoi quarant’anni e più di pratica Wing Chun, affrontò dozzine di praticanti cinesi di altri sistemi di lotta, e la maggior parte dei testimoni dichiara che Wong non perse mai alcuno di questi combattimenti.

Nonostante gli piaceva dimostrare la propria abilità e l’efficacia dell’arte di Yip Man, in una intervista che rilasciò in Australia dichiarò: “Non ho imparato il Wing Chun per andare a combattere. Il Kung-Fu dovrebbe essere usato come un modo per proteggersi, in circostanze in cui si viene fisicamente minacciati. Dopo aver imparato il Wing Chun da Yip Man, ho avuto spesso l’opportunità di metterlo alla prova, confrontandomi praticamente con altre discipline, ho potuto scoprire i limiti della mia tecnica e i modi per migliorarmi”.

Per comprendere il suo modo di pensare, è utile apprendere ciò che affermava Wong:
“Se A e B hanno un combattimento e B viene messo fuori combattimento, allora tutti sanno che A ha vinto. C’è un vincitore e un perdente. Invece nella musica, ti può piacere qualcuno che suona la chitarra, oppure non ti può piacere, ma non è importante. Poiché si tratta di un’arte, non si può provare che un dipinto o un pezzo musicale sia meglio di un altro. Comunque, nel Kung-Fu puoi dimostrare la tua abilità, in maniera tale, da non lasciare adito ad alcun dubbio! Questa è la differenza dalle altre arti. La bellezza, può essere nell’occhio di più osservatori, ma nell’ Arte Marziale, l’unico giudizio è se funzionerà oppure no!”

"Se qualcuno pratica un’Arte Marziale, allora quella persona deve diventare più forte e più resistente di qualcuno che non si é mai allenato. Così se siete allenati, siete in grado di prendere più colpi duri di una persona normale. Io sono stato colpito molte volte, come é successo a tutti i grandi artisti delle arti marziali che conosco. Perciò, noi non siamo dei superman, ma possiamo sicuramente “prenderne” di più. Qualsiasi praticante di arti marziali che dica di non essere stato colpito, sta mentendo a se stesso”.

"Per me combattere è come il gioco degli scacchi, proprio come nessuno può aspettarsi di vincere in questo gioco di strategia, senza prima aver sacrificato uno o più pezzi, uno, non può aspettarsi di vincere un combattimento senza accusare delle ferite, anche se a volte, si tratta solo di alcune ammaccature".

“Il Kung-Fu stile Wing Chun, è un'arma molto sofisticata, nient’altro. E’ una scienza del combattimento, la cui intenzione è la totale capacità di recar danno all’avversario. E’ leale, efficiente e mortale. Se state cercando di imparare a difendervi, non studiate il Wing Chun, sarebbe meglio per voi imparare l’arte dell’invisibilità”.
Tutti sanno che Bruce Lee era uno studente della scuola di Yip Man (come lo stesso Wong), ma la formazione di Lee, avvenne sotto la guida diretta di Wong Shun Leung. Fu in questo periodo di sperimentazione, che Wong introdusse il suo amico ed allievo all’esperienza dei “beimo”. Sifu Jesse Glover (primo allievo americano di Bruce Lee), sostiene che se non fosse stato per Wong Shun Leung e la sua influenza, probabilmente il mondo, non avrebbe mai conosciuto la grandezza di Bruce Lee!

Bruce Lee cercò di coinvolgere il suo amico e maestro, in alcuni progetti cinematografici, gli offrì una parte nel film “The Game of Death”, in particolare la scena finale nella “torre della morte”, scena che poi fu affidata al campione di basket Kareem Abdul Jabbar. Successivamente, fu ospite sul set del film “Enter the Dragon”, per discutere con Lee di alcune scene di combattimento.

Nei primi anni ’80 Wong ha ”recitato” in una serie di video didattici sul Wing Chun. Dalle esperienze maturate nei “beimo” e attraverso molte discussioni con il suo insegnante, il Grand Master Yip Man, Wong sviluppò la sua abilità nel Wing Chun, elevandola ad un livello straordinario e nel far questo, portò il sistema Wing Chun all’attenzione della comunità delle Arti Marziali di Hong Kong.

Gli si attribuisce persino il merito di aver modernizzato il metodo di insegnamento del sistema, al punto di essere riuscito a convincere lo stesso Yip Man, a ripensare alcuni concetti e tecniche, in modo critico e costruttivo. In definitiva, Wong Shun Leung, contribuì a rivoluzionare l’insegnamento, di quello, che era già un’ ottimo metodo di combattimento, in quanto, la sua interpretazione del Wing Chun e l’approccio alla realtà del combattimento da strada è: semplice, diretto ed efficace.
A causa di attacco cardiaco e dopo circa 16 giorni di coma, il 28 gennaio 1997, si conclude la esperienza terrena di Wong Shun Leung.
Un breve elenco (in ordine alfabetico) di alcuni allievi di Wong Shun Leung:
- Attilio Reale; Barry Lee; Chui Yin; Clive Potter; David Peterson; Ernest Hofler; Gary Lam; Naser Rexhbogaj; Ng Chun-Hong; Nino Bernardo; Philipp Bayer; Steve Lee Swift; Tommy Yuen Yim Kueng; Victor Koo; Wan Kam Leung.
Ed altri.

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